Comunicati stampa

MSC Italia lancia la campagna #mutocomeun....

marzo 3, 2020

Marine Stewardship Council continua la sua opera di sensibilizzazione sui rischi di uno sfruttamento incontrollato ed eccessivo della pesca, e lo fa con una campagna che toglie la parola “pesci” dalla sua comunicazione e così facendo spinge l’interlocutore a immaginare un mondo senza di essi.

Firmata dall’agenzia creativa  The Big Now/mcgarrybowen, la campagna si articola  sui social con un video che con un voiceover tipico dei documentari racconta e descrive pesci che in realtà non sono presenti.  E con affissioni che utilizzano diversi noti proverbi a cui manca qualcosa, invitando a una riflessione: se continueremo a fare le scelte sbagliate e a non agire, non ci saranno più pesci, né da pescare, né da mangiare e in questo caso, neanche nei modi di dire.

 “Gli oceani sono sottoposti a un’enorme pressione legata all’attività dell’uomo e al cambiamento climatico: ondate anomale ondate di calore, acidificazione delle acque e una pesca eccessiva e illegale che interessa oltre il 90% degli stock ittici stanno mettendo a rischio la sopravvivenza di molte specie marine” - afferma Francesca Oppia, Direttrice del programma MSC in Italia. “Come consumatori abbiamo un enorme potere di cambiare il mercato chiedendo ad aziende e retailers prodotti provenienti da pesca sostenibile e certificata. È arrivato il momento di esercitare questo potere, per il bene degli oceani e del mondo intero”.

“Ci siamo innamorati di questa campagna che sensibilizza su un grande tema e abbiamo voluto puntare a un messaggio semplice e diretto, che possa trasformarsi in azioni concrete e sostenibili. - dichiara Alessia Oggiano, Co-Founder e Managing Director di The Big Now/mcgarrybowen.

Con questa nuova campagna, Marine Stewardship Council porta ancora una volta l’attenzione sull’oceano, componente essenziale per la sopravvivenza di tutti, perché indipendentemente da dove viviamo, il benessere dell’oceano è legato al nostro. Le risorse ittiche rappresentano una fonte alimentare e di reddito fondamentale per oltre 800 milioni di persone, ma c’è il rischio concreto che nei prossimi anni inizino a scarseggiare, con gravi conseguenze ambientali, sociali ed economiche.

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